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Ritardo del linguaggio

Ritardo del linguaggio

Quando si parla di ritardo del linguaggio si indica un insieme di difficoltà specifiche che compromettono la capacità linguistica del bambino.

Il logopedista è la figura di riferimento che si occupa di trovare la soluzione strategica più idonea per i diversi casi di ritardo del linguaggio.

Attraverso la sua esperienza e l’osservazione del bambino, è in grado di individuare le modalità di intervento più specifiche per ampliare il suo vocabolario e migliorare la sua capacità espressiva.

La logopedia permette ai genitori di avere delle soluzioni personalizzate per aiutare il proprio bambino, non soltanto con tecniche rivolte all’espressione del linguaggio, ma anche con attività di tipo manuale.


Coordinazione motoria

Il movimento rappresenta una delle principali modalità del bambino di sperimentare e conoscere il mondo che lo circonda; talvolta però si possono incontrare alcune fatiche visibili anche e soprattutto nelle azioni più semplici di vita quotidiana.

Comunemente nei racconti delle mamme e dei papà ricorrono frasi come:

“E’ goffo, inciampa e cade spesso” , “Non sa vestirsi da solo, quanto è lento!”, “Non gli piace proprio disegnare”; per permettere e favorire un buon adattamento all’ambiente e una completa autonomia nei diversi contesti di vita (famigliare, scolastico, sportivo), diviene importante non sottovalutare tali caratteristiche ed intervenire precocemente nell’individuazione di una eventuale difficoltà specifica del movimento per poter supportare il bambino nella sua crescita.


Disturbi della regolazione

Dare i confini

Capricci, crisi di rabbia, pianti, pipì addosso, rifiuto di mangiare… i bimbi piccoli esprimono le proprie fatiche in tanti modi, che mettono in scacco e preoccupano i genitori, spesso disorientati da queste reazioni inattese e in un primo momento inspiegabili.

Ma quelli che chiamiamo capricci esistono solo nella relazione, non c’è capriccio senza un interlocutore affettivo, c’è sempre un’Io e Te, un Noi. Come pure la rabbia, che per i bimbi è sempre un modo di chiedere aiuto, direzione, contenimento, che va resa lecita e gestita insieme.

Si nasce bimbi e si nasce anche genitori, senza libretti di istruzioni: ecco allora che anche trovare insieme le regole diventa per mamma e papà un modo per amare, contenere e dare i confini entro cui crescere sicuri e sereni. Con i piccoli si lavora quindi sempre insieme, parlando con i genitori, giocando con i bambini, ritrovando insieme gli equilibri affettivi.


Disturbi di ansia

Fatica a separarsi

Ansia, una parola da adulti, una fatica importante anche per alcuni bambini; spesso i bimbi si pre-occupano, di non essere abbastanza bravi, capaci, speciali, corrispondenti alle aspettative, abili nel reggere il confronto con i pari: ecco che allora si fa fatica a separarsi dalla mamma, a parlare con gli altri, ci si spaventa della scuola, si ha bisogno di fare ordine, nelle cose fuori e nelle cose dentro.

Dentro la stanza della terapia non c’è giudizio, si può essere come viene, anche come spesso temiamo di apparire nel mondo; e così, i piccoli giocando, i più grandi parlando, anche le grandi paure si ridimensionano e si impara ad occuparsi di sè invece che a pre-occuparsi.


Disturbi dell’umore

Trovare la strada

Disturbi dell’umore: anche i bambini possono essere tristi, anche se ci sembra strano, e spesso lo esprimono attraverso canali diversi, mangiano male, dormono male, fanno pipì addosso, sono arrabbiati.

Giocando con i bimbi si può capire come aiutarli, anche a gestire aspetti della propria vita faticosi e impegnativi. L’adolescenza invece pare quasi sentirsi legittimata dalla tristezza, dalla introspezione, ed è facile confondere le prime malinconie fisiologiche (che parlano di un sé che diventa grande e sperimenta anche aspetti della relazione più adulti) con sintomi più francamente depressivi.

Con l’approccio adeguato possiamo aiutare i vostri ragazzi a sentirsi legittimati nel loro vissuto e a trovare la strada per ritornare a stare bene


Attenzione e iperattività

ADHD

E' un bimbo vivace o è un bimbo iperattivo?

Quante volte abbiamo sentito parlare di ADHD, oggi è molto di moda! Per aiutarci a capire dobbiamo osservare i nostri bimbi nei diversi ambiti, vedere come stanno a scuola, a casa, negli sport e con gli amici, se in tutti i contesti fanno fatica o se le fatiche sono limitate in un aspetto solo della loro vita;

I test attentivi ci consentono di valutare quel fantastico e affascinante mistero che è il funzionamento attentivo, e ci danno i presupposti per aiutare bambini e ragazzi con le strategie più funzionali ad essere sereni, soddisfatti e indipendenti.


Disturbi psicotici

Cosa succede

Può succedere che le cose ci appaiano diverse da come sono, che ci sentiamo disorientati, non capiamo cosa succede, ci sentiamo controllati; vediamo o sentiamo le cose in maniera sfocata o confusa.

Questo fa molta paura e rimettere insieme i pezzi è un lavoro complicato che non si può fare da soli.


Spettro autistico

Gestione riabilitativa

Ci occupiamo di accompagnare i bambini e le famiglie nel percorso dalla diagnosi alla gestione riabilitativa di tutti i disturbi dello spettro autistico, con particolare riguardo alla terapia psicomotoria e logopedica (anche con tecniche di CAA- Comunicazione Alternativa Aumentativa), supporto ai genitori e ai fratelli, la formazione di baby sitter competenti, l’equilibrio scolastico e l’inclusione sociale.


Disturbo oppositivo-provocatorio

Neuropsichiatria infantile, disturbo oppositivo-provocatorio

No, No e No!

No, No e No! I bambini piccoli sono campioni del mondo di oppositività: quando rifiutano di fare qualcosa, ci provocano e ci sfiniscono, se stiamo sullo stesso piano perdiamo per definizione. Lavorando insieme ai genitori e ai piccoli, impariamo a gestire le delusioni, le gelosie, a chiedere invece che a dire No, ad avvicinarci invece che distanziare.


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